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Giappone 2025: architettura e spirito del luogo

Giappone 2025: architettura e spirito del luogo

Nel Paese dove l’architettura si fa gesto e spiritualità, abbiamo attraversato confini visibili e invisibili, tra tradizione e avanguardia.

Se c’è un Paese in cui l’architettura è forma, gesto, racconto e spiritualità, questo è il Giappone. Il nostro viaggio 2025 è stato un’immersione intensa tra i contrasti e le armonie del Paese del Sol Levante, toccando Kyoto, Nara, la campagna del Kansai e l’immensa Tokyo.Un itinerario pensato per architetti, ma capace di toccare anche le corde più profonde dell’esperienza personale.

 

A Kyoto, la bellezza antica ha fatto da contrappunto all’inizio del viaggio con l’Expo 2025 di Osaka, dove la scala e la visione del futuro si confrontano con i principi della sostenibilità. Il grande “Ring”, progettato dal visionario Sou Fujimoto, mette in evidenza la sfumatura dei confini tra natura e costruzione, tra interno ed esterno. I suoi progetti – leggeri, trasparenti, stratificati – accolgono i padiglioni dei Paesi partecipanti e quelli tematici.

Ed è proprio su questi confini indefiniti fra natura e costruito che il nostro cammino è proseguito: tra i sentieri silenziosi del Ginkaku-ji, i giardini zen del Matsuo-Taisha e la spiritualità diffusa del Sentiero del Filosofo, abbiamo riscoperto la misura del tempo e dello spazio che solo l’architettura giapponese sa offrire.

Il giorno successivo, il nord di Kyoto ci ha accolti con la forza spirituale del Santuario Kifune, dedicato alla divinità dell’acqua e immerso nel verde del Monte Kurama. Ed è proprio su questa acqua che scorre con gentilezza che abbiamo pranzato sui kawadoko, piattaforme sospese sul torrente, seduti su tatami e tavoli ribassati, per godere appieno della cucina tradizionale.

Per conoscere una città è necessario immergersi nel suo cuore, e così abbiamo attraversato alcuni dei quartieri più significativi di Kyoto: da Arashiyama – con il suo celebre bosco di bambù, il Tempio Tenryu-ji e il fiume Hozugawa – ci siamo diretti nel centro commerciale della città, per poi passare a Gion, il quartiere delle geishe, con le sue case in legno e i ristoranti raffinati.

Il viaggio è proseguito verso Nara: tra cervi liberi e templi millenari, abbiamo visitato il maestoso Todai-ji e il Santuario Kasuga Taisha, testimoni di un tempo che ha plasmato la cultura dell’Asia orientale. Ma è stato lungo la strada verso Tokyo che abbiamo vissuto una delle esperienze più significative: la sosta alla Collina di Omihachiman, sede della storica azienda dolciaria progettata da Terunobu Fujimori. Un esempio poetico e concreto dei suoi principi progettuali, dove architettura, natura e memoria si fondono senza retorica. La sera, l’accoglienza in un ryokan tradizionale ci ha permesso di dormire su futon, indossare lo yukata e immergerci nell’onsen condiviso. Un’esperienza tanto semplice quanto intensa.

Lo shinkansen ci ha fatto letteralmente volare a Tokyo: la città più grande del mondo, con i suoi 37 milioni di abitanti, è una metropoli vibrante, futuristica e stratificata. Qui la tradizione millenaria convive con l’innovazione più audace. Dai templi come Senso-ji ai grattacieli di Shibuya, dai giardini di Ueno alle avanguardie di Omotesando, Tokyo è un mosaico in continua evoluzione. Caotica e ordinata al tempo stesso, è un’esperienza sensoriale totale, fatta di luci, design, cultura e vita urbana spinta al massimo grado.

Abbiamo esplorato opere iconiche di Kengo Kuma, Tadao Ando e Sou Fujimoto, camminato tra i quartieri più sperimentali e visitato le celebri public toilets di Shibuya, veri micro-manifesti architettonici.

A bordo delle yakatabune, eleganti imbarcazioni in stile Edo, abbiamo cenato nella baia di Tokyo: una cena tradizionale accompagnata dal panorama della città illuminata. Tokyo Tower, Rainbow Bridge, Odaiba… Dall’acqua il rumore della metropoli si spegne, lasciando spazio a un silenzio immersivo che racconta lo spirito giapponese: rispetto, essenzialità, cura del dettaglio e dialogo con la natura.

Un viaggio che è stato studio, esplorazione e trasformazione. Esattamente come l’architettura che siamo venuti a cercare.