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Una città, tante anime: il viaggio studio a Copenaghen

Una città, tante anime: il viaggio studio a Copenaghen.

Osservare i segni di un approccio urbano che guarda al futuro.

Spesso capita di essere indecisi nella scelta della meta di un viaggio, ancor più se lo si carica di propositi formativi. Eppure, in questo caso, l’idea della destinazione è arrivata molto prima che questa esperienza iniziasse a prendere forma. L’idea di un viaggio studio a Copenaghen, ormai nel cassetto da diversi anni, aspettava solo un gruppo di studenti motivati e predisposti alla scoperta!

Ph. Carmen Angelillo

Un arcipelago urbano

Il nostro punto di partenza per la visita alla città è stato il Quartiere Nordhavn, una ex area portuale che oggi, grazie ad un efficace processo di rigenerazione urbana, può fregiarsi di un volto totalmente nuovo, molto più aperto, accessibile e sostenibile.

Muovendoci a piedi abbiamo subito compreso l’intenzione alla base del processo trasformativo coordinato dallo studio COBE: costruire una rete di isole attrattive sfruttando un sistema infrastrutturale che predilige la mobilità dolce e adottando un linguaggio architettonico fortemente innovativo. Spostandoci entro un raggio di 2 chilometri quadrati, infatti, abbiamo subito notato flussi di biciclette in movimento e alcune delle architetture più iconiche della città. Tra queste the Silo, un edificio residenziale dalla riconoscibile facciata in acciaio zincato, frutto della trasformazione di un ex granaio; Park and Play, un parcheggio non convenzionale il cui tetto ospita uno degli spazi pubblici più attrattivi della città; Copenaghen International School, il più grande complesso scolastico della città che, grazie ad un articolato sistema di pannelli diversamente disposti in facciata, non solo contribuisce allo sviluppo sostenibile dell’area, ma offre uno stile architettonico incisivo.

Ph. Carmen Angelillo

Un’ oasi allagabile

Il quartiere di Ydre Østerbro, seconda tappa del viaggio, offre uno sguardo verso quell’approccio che ha reso Copenaghen un vero e proprio modello per una progettazione urbana clima-adattiva. Tåsinge Plads e Sankt Kjelds Plads, due interventi inseriti in un piano di adattamento molto più ampio e complesso, dimostrano come sia possibile integrare aspetti di eccezionalità, come l’imprevisto o l’eccesso, ad esigenze quotidiane di gestione idrica. Passeggiando all’interno di questi luoghi, e osservando in maniera ravvicinata i diversi dispositivi di raccolta delle acque combinati ad un uso diversificato della vegetazione, abbiamo potuto sperimentare l’essenza di un design paesaggistico che impara dalla natura per offrire alla comunità luoghi resilienti, dove la gestione delle risorse idriche è combinata alla ricerca del benessere personale.

Un’altra delle oasi verdi che abbiamo avuto il piacere di esplorare occupa un posto d’eccezione nel centro della città di Copenaghen, accanto al noto Teatro dell’Opera, in un lotto altrimenti destinato all’edificazione tipica dell’area portuale. Immersi nella vegetazione curata dell’Opera Park e guidati dai diversi sentieri sinuosi, abbiamo momentaneamente distolto l’attenzione dalla frenesia della città perdendoci tra le forme organiche del parco e i colori della natura.

 

Ph. Carmen Angelillo

Un luogo di attrattività urbana

Un’altra tappa importante del viaggio riguarda la zona più centrale di Copenaghen, che abbiamo sperimentato in parte visitando il quartiere Nørrebro ed in parte attraversando la zona più centrale di Indre By. I perni di questa esplorazione sono stati Superkilen e Israel Plads, un parco urbano dallo sviluppo longilineo pensato per celebrare la diversità culturale del luogo e una nuova piazza ideata per migliorare il destino di una zona un tempo periferica, a lungo utilizzata come parcheggio. Nonostante le singole specificità, entrambe le soluzioni mirano alla rivitalizzazione dell’area offrendo un luogo vivace, flessibile e multiforme, ideale per il tempo libero e lo sport. In questi luoghi, tra le bianche linee sinuose del parco e le forme circolari della piazza, abbiamo riscoperto il senso di uno spazio accogliente che invita all’informalità, al movimento, al relax e all’interazione reciproca.

Ph. Carmen Angelillo

Un incontro con le acque

Muovendoci sul lungomare in direzione sud-ovest, dal distretto di Indre By verso Vesterbro, abbiamo avuto modo di osservare le numerose opportunità di riconnessione con le acque che nel corso degli anni sono state realizzate nella città a beneficio di cittadini e turisti. La sensazione è quella di percorrere un percorso che funge da elemento di connessione tra il cuore della città, dove sorge il centro storico con la biblioteca Black Diamond e l’edificio Dansk Arkitektur Center, e l’area moderna più a sud, contaminata da vocazioni commerciali, produttive e industriali. Nel tratto esplorato, percorsi, piazze e ponti, con forme e funzioni molto diverse, diventano vere e proprie estensioni della città sull’acqua. Un tratto urbano che ci ha meravigliati per tutta una serie di interventi estremamente innovativi, appositamente pensati per il benessere della comunità: Cirkelbroen, un ponte ciclo-pedonale composto dall’intersezione di cinque piattaforme circolari che ricordano un insieme di navi a vela; Kalvebod Bølge, uno spazio multifunzionale collocato lungo il porto, la cui articolazione su livelli differenti offre prospettive inedite sulla città e modalità di utilizzo diversificate; Cykelslangen, un ponte dall’andamento sinuoso pensato per separare il flusso della circolazione ciclabile da quello pedonale e accrescere la vivibilità dell’area.

Ph. Carmen Angelillo

Copenaghen come città del futuro

Per comprendere a pieno l’idea di città del futuro – sostenibile, interconnessa e multicentrica – abbiamo scelto di dedicare parte del viaggio alla visita di Ørestad, quartiere pianificato a partire dagli anni Novanta sull’isola di Amager. Gli elementi distintivi attorno ai quali abbiamo scelto di focalizzare l’attenzione sono situati agli antipodi del distretto: Karen Blixens Plads all’interno del Søndre Campus, il nodo settentrionale del nuovo asse di urbanizzazione, e l’area residenziale più a sud progettata dallo studio BIG, nella quale svettano una serie di iconici edifici, tra cui l’emblematico 8 House. Entrambe le visite sono state illuminanti rispetto alla comprensione dei benefici che il progetto architettonico e urbano è oggi in grado di apportare allo sviluppo futuro della città, evidenziando in particolar modo la costruzione di una transizione graduale tra l’ambiente costruito e il contesto naturale, l’uso di un design innovativo degli spazi pubblici e un impiego sapiente dei materiali in continuità con le caratteristiche e le atmosfere del luogo.

Ph. Carmen Angelillo

Copenaghen come attenzione alla natura

Per completare il racconto di questo viaggio crediamo sia importante passare dalla descrizione di due siti che, in modi diversi, ci hanno parlato di una corrispondenza straordinaria – che va oltre la consueta esperienza – con la sfera del naturale.
La Forest Tower, torre panoramica alta 45 metri, costituisce il culmine di un lungo itinerario immerso tra gli alberi della foresta protetta di Gisselfeld Klosters Skove, a circa settanta chilometri a sud dalla città. Il CopenHill rappresenta un termovalorizzatore di ultima generazione che, non solo trasforma tonnellate di rifiuti in energia pulita, bensì, offre sul proprio tetto una pista sintetica adatta a vari tipi di intrattenimento – come sci, snowboard e passeggiate – per tutti coloro che non intendono rinunciare allo sport in città.
La visita alla struttura in acciaio corten e rovere immaginata dal gruppo EFFEKT, insieme all’esperienza presso la montagna artificiale di Amager progettata dallo studio BIG e da SLA Architects, si è rivelata decisiva nella spiegazione di una possibile convergenza tra le attuali esigenze di progresso e le necessità di valorizzazione del territorio e del paesaggio.
Questi due siti, che con il loro linguaggio architettonico cercano un dialogo con il contesto preservando una propria riconoscibilità, sono entrati a far parte della nostra memoria collettiva come veri e propri landmark del paesaggio locale attraverso cui rileggere e riscoprire l’identità del luogo.

Ph. Carmen Angelillo

Copenaghen è stato per tutti noi spazio di meraviglia, conferme e nuovi stimoli.

Un viaggio intenso che suggeriamo a tutti, per il quale saremmo già pronti a ripartire!